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Stella Laudadio

 

Aggiornato il 4/9/2010

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L'amore per i più poveri


L’AMORE PER I PIU’ POVERI

Stella Laudadio


Cent’anni fa nasceva Madre Teresa. Milioni di persone di ogni credo ricordano l’evento. Varie iniziative sono state organizzate dall’Arcidiocesi di Calcutta e dalla Congregazione da lei fondata: le Missionarie della Carità. Beatificata da Giovanni Paolo II nel 2003, oggi molti sperano nella canonizzazione. Le iniziative e gli eventi si svolgeranno anche nel triangolo: Albania, Macedonia e Kosovo. La madre dei poveri, all’anagrafe Agnes Gonxhe Boyaxhiu, fino a 18 anni visse a Skopje, sua città natale, qui imparò a scoprire i valori dell’amore e della solidarietà della riconciliazione e del perdono. È trascorso un secolo da quando la più illustre figlia di Skopje, nacque nel quartiere Valacco, il 26 agosto 1910. Nel periodo fra adolescenza e giovinezza ci fu l’esperienza mistica che travolse la sua vita: “Fu ai piedi della Madonna di Letnice, un Santuario vicino a Skopje, che ascoltai la chiamata divina che doveva convincermi a servire Dio, consacrandomi interamente al Suo servizio. Lo ricordo bene, accadde la sera del giorno dell’Assunta…” nel 1928 parte per l’Irlanda, l’anno dopo si trova ai piedi dell’Himalaya per il noviziato. Nel 1931 emette i primi voti prendendo il nome di Madre Teresa in omaggio alla Santa di Lisieux. Nel periodo successivo, in un collegio di Suore, nei pressi di Calcutta, insegna alle ragazze di buona famiglia. Nel 1946 sentì la chiamata nella chiamata e, Madre Teresa chiede di lasciare il convento e il collegio, per vivere tra i derelitti. C’è una svolta da affrontare. Dopo i dinieghi e le legittime perplessità dei superiori, grazie alla comprensione del suo direttore spirituale, il gesuita Celeste Van Exem, e, grazie alle conferme dell’arcivescovo di Calcutta, lascia le consorelle. Studia un po’ di medicina a Patna e, a Calcutta inizia il suo pellegrinaggio tra una baracca e l’altra degli slum, lavorando e curando le piaghe dei più poveri. Il futuro premio Nobel per la pace racconterà: “La prima persona che tolsi dal marciapiede era una donna mangiata per metà dai topi e dalle formiche. Con un carretto la portai all’ospedale…”. La ragazzina gracile di Skopje era diventata la matita di Dio capace di ridisegnare tanti destini. Il resto è storia che neppure la morte nel 1997 è riuscita a fermare.
Oggi migliaia di religiose con il sari bianco bordato di blu sono sparse in centinaia di Case e, fra mistica e pratica ascetica, continuano la loro missione.

 

 

 

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